Cosa può insegnarti il titolo 2012 di Sebastian Vettel?

Ciao Top Driver!

Nel 2012 Sebastian Vettel ha vinto, al termine di un incredibile braccio di ferro con la Ferrari di Fernando Alonso, il suo terzo titolo iridato.

Sappiamo benissimo che (forse) abbiamo evocato un brutto ricordo, ma il titolo vinto dall’allora pilota Red Bull è sicuramente uno dei più sofferti e clamorosi di sempre.

Il 2012 è stato un anno in cui i valori in campo, almeno ad inizio stagione, erano parecchio equilibrati. Sono stati ben 8 i vincitori diversi in tutta la stagione: Jenson Button, Fernando Alonso, Nico Rosberg, Mark Webber, Pastor Maldonado, Kimi Raikkonen e, appunto, Sebastian Vettel.

Ben sei team hanno trionfato in almeno una gara: McLaren, Ferrari, Williams, Mercedes, Lotus e, ovviamente, Red Bull.

Quest’alternanza di vincitori la si è avuta in particolare nella primissima parte di stagione, momento in cui c’era parecchia confusione su come adattare alle vetture le nuove coperture Pirelli.

Una stagione spettacolare, nella quale quasi tutti potevano realmente vincere. Ci è andato vicinissimo, ad esempio, un giovanissimo Sergio Perez con Sauber in ben due occasioni, per non parlare dell’impresa sfiorata da Nico Hulkenberg ad Interlagos.

Un anno che ha rivisto il team ufficiale Mercedes al successo dopo Monza 1955, in cui fu Juan Manuel Fangio a trionfare a bordo della Freccia d’Argento.

Un anno che ha visto il ritorno al successo in F1 di un marchio leggendario come Lotus, con il rientrante Kimi Raikkonen alla guida.

L’anno dell’ultima vittoria Williams in F1, con Pastor Maldonado, genio e sregolatezza di quegli anni. Tanto forte, quanto testa calda, che è stata la sua più grande limitazione.

L’ultimo anno in cui abbiamo potuto ammirare Michael Schumacher alla guida di una monoposto, la Mercedes W03. E con risultati incredibili, come un terzo posto nella roulette di Valencia e una pole monumentale (poi vanificata da una penalità nella gara precedente in Spagna) a Montecarlo.

La fine di un’esperienza in Mercedes in cui lui è stato uno dei padri fondatori degli incredibili successi del team di Brackley nell’era ibrida, come ha detto Toto Wolff stesso.

Soltanto uno come il 7-volte campione avrebbe potuto trasmettere una competenza e una mentalità vincente così grande alla Mercedes, che oggi deve anche a lui i suoi mostruosi successi in Formula 1.

Schumi aveva un unico grande allievo, Sebastian Vettel. E proprio all’ultima di Michael, il suo giovane alunno ha vinto il campionato proprio come il miglior Kaiser fece in passato. Non poteva non esserci miglior passaggio di consegne al termine di una stagione mozzafiato.

E ora, Top Driver, ti parleremo proprio del GP del Brasile del 2012, la gara in cui Sebastian Vettel ha insegnato al mondo intero tutti i valori più importanti da trasmettere nel mondo delle corse. Proprio come il suo maestro Michael ha fatto in passato!

25 Novembre 2012, Gran Premio del Brasile: atto finale della stagione 2012

Sebastian Vettel arriva ad Interlagos con 13 punti di vantaggio su Fernando Alonso, un gap tutto costruito in una strepitosa seconda parte di stagione, in cui ha potuto anche beneficiare di guai che hanno visto coinvolto il ferrarista.

Visto il fortino di punti, sembrerebbe una formalità il terzo titolo iridato, cosa confermata anche dalle qualifiche che vedono il tedesco quarto e l’iberico settimo.

In realtà, però, la gara vede tutt’altri auspici!

Sebastian Vettel è stato protagonista di una partenza da incubo: non solo ha perso svariate posizioni alla prima curva finendo per essere superato anche da Alonso, ma in curva 4 è stato coinvolto in un clamoroso incidente con la Williams di Bruno Senna che lo ha fatto sprofondare in ultima posizione!

Il contatto, giudicato come incidente di gara, poteva portare all’immediato ritiro di Seb visti i tanti danni riportati. Per fortuna, però, non si è spaccata alcuna sospensione. “Solo” noie aerodinamiche in una pista che non perdona sotto questo punto di vista.

Fernando, intanto, al termine del primo giro è terzo e momentaneamente campione, facendo sognare i tifosi del Cavallino.

Ma deve ancora sfidare la determinazione di Sebastian Vettel, che nonostante una vettura accartocciata ha iniziato una rimonta forsennata, una delle più epiche della storia della F1.

All’ottavo giro è addirittura in zona punti, in ottava posizione. Un ruolino di marcia impressionante.

Per il tedesco un enorme problema potrebbe essere rappresentato dalla pioggia che arriva incessante nelle prime tornate, ma in realtà sarà proprio Fernando a commettere errori ad acquazzone arrivato.

Il tedesco sta dimostrando al mondo intero come si possa guidare al limite sul bagnato anche con una vettura danneggiata.

Al sedicesimo giro Vettel è settimo, mentre Alonso è in quarta posizione. Sembrerebbe fatta, sembrerebbe essersi compiuta una delle rimonte più epiche della storia della F1.

Ciò che ha dimostrato Sebastian in 16 giri è una capacità di reazione che solo i campionissimi di questo sport hanno dimostrato. Quando tutto sembrava finito, lui ha fatto di quella situazione la sua vera forza.

Al 23° giro, quando entra in scena per detriti la Safety Car, Vettel può finalmente rendersi conto della grandezza della sua impresa dato che vede per la prima volta il retrotreno della Ferrari di Alonso.

Ma non è finita qui!

Tra la “gita turistica” di Kimi Raikkonen al vecchio tracciato e l’incidente tra un incredibile (Hulk) Nico Hulkenberg e Lewis Hamilton, c’è un continuo variare delle condizioni atmosferiche.

In più, sulla Red Bull di Vettel non funziona più la radio, quindi il tedesco non è in grado di comunicare come vorrebbe con il suo muretto box.

La pioggia aumenta di intensità al giro 55 e nonostante Seb si sia già fermato tre giri prima per montare nuove slick, rientra nuovamente ai box per montare le intermedie.

Scivola solo per un paio di passaggi fuori dalla zona punti, ma quella che era stata ritenuta una mossa da pazzi, è stata la scelta vincente.

Sebastian è saldamente in sesta posizione e deve soltanto gestire in quanto Alonso non ha chance di attaccare un fuggitivo Jenson Button, il miglior pilota in queste condizioni.

La gara finisce in regime di safety car dopo un incidente di Paul di Resta sulle Arquibancadas e Seb, proprio davanti a Schumacher, può completare uno dei più bei passaggi di consegne della storia della Formula 1.

Vettel ha vinto il suo terzo titolo proprio davanti a Schumacher, come il miglior Michael avrebbe fatto.

Un’impresa amplificata dal fatto che ha battuto un certo Fernando Alonso che nel 2006 ha sconfitto proprio Schumi.

Il terzo titolo su quattro che rendono giustizia all’incredibile pilota che è stato, e che è Sebastian Vettel.

Quel missile di Heppenheim potrà sbinnare la vettura tutte le volte che vorrà, ma sarà sempre un quattro volte campione di questo sport.

E sarà sempre un pilota che potrà insegnarti tantissime cose. Senza quelle, nel mondo della F1, che sia virtuale o reale, non potrà mai venire fuori l’ANIMALE DA GARA.

Ecco, quindi, cosa ti insegna Sebastian Vettel per essere ANIMALI DA GARA:

  • Lucidità, il mantenere i nervi saldi e la concentrazione al massimo nonostante la tua gara stia andando a rotoli. Perché, finchè sei in pista, la gara non E’ MAI FINITA fino allo sventolamento della bandiera a scacchi.
  • Capacità di reazione, la capacità di cancellare immediatamente delle situazioni negative per fare di queste la vera forza del Pilota, nonostante i danni all’auto.
  • Saper usare le tecniche di guida in qualunque condizione, che sia pioggia o asciutto, che sia con vettura danneggiata o meno. Vettel è stato in grado di far registrare un passo gara che ha ridicolizzato tutto il gruppo nonostante una vettura con danni evidenti.
  • Abilità nei sorpassi. “Non c’è curva dove non si possa sorpassare”, dice Ayrton Senna. Non sempre vero, ma Vettel ha saputo sempre cogliere la prima palla al balzo, senza mai desistere, recuperando 15 posizioni in 15 giri!
  • Freddezza, accompagnata dalla sola volontà di VINCERE.

Tutto questo fa parte della MENTALITA’ VINCENTE che ogni campione deve possedere, perché non basta essere solo veloci e basta.

Ecco perché é cruciale lavorare anche sulla strategia di gara, soprattutto a gara in corso.

Ora, anche tu che corri sul videogioco F1 dovresti sviluppare queste importanti capacità: magari non sarai il più veloce di tutti in qualifica, ma in gara dovrai TRASFORMERAI in un vero e proprio animale.

Gare e titoli non si vincono in qualifica, ma in GARA! Proprio come ha fatto Sebastian Vettel.

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A cura di Mattia d’Ambrosio

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